Un vero NewYorker non swipa mai due volte

I verbi inglesi hanno un potere enorme, essenzialmente per due ragioni. La prima è che moltissimi sostantivi possono diventare immediatamente verbi (ad esempio to lunch = pranzare), per cui se vi trovate in difficoltà su un verbo provate pure a usare un sostantivo al suo posto, difficilmente sbaglierete. La seconda ragione è che essi descrivono azioni molto precise e dettagliate che spesso non hanno una corrispondenza diretta in italiano.
Se non volete trovarvi spaesati a New York, imparate questo verbo e il corrispondente gesto: “to swipe”. Si pronuncia “tu suàip”, e la sua traduzione letterale è “l’atto di far scorrere una tessera magnetica dentro un lettore affinché esso possa rilevare i dati di interesse”. In una parola: to swipe.
Ci sono almeno tre occasioni importanti in cui dovrete “swipare”.

Accessi: se siete a New York per lavorare, sappiate che la sicurezza è un’ossessione, le regole d’accesso agli edifici rigide, e le procedure inflessibili, sia nei luoghi di lavoro, sia nei condomini o nelle palestre. Dove lavoro io ci sono sei portieri che ormai mi conoscono e chiamano per nome, ma in attesa del mio badge di riconoscimento che dovrò swipare ogni volta che entro, essi continuano a chiedermi un documento di identità ad ogni ingresso, anche se esco solo un minuto a prendere il giornale. Quando avrò il badge sarà tutto più semplice: swipe sir, please.

Pagamenti: venite pure a New York con pochissimi dollari, per il tutto il resto c’è “swipe, please”. A proposito di dollari: se li prendete in Italia e, come spesso accade, la banca vi rifornisce da biglietti da cento o di taglio superiore, la prima cosa che avete bisogno di fare è cercare una banca e farvi cambiare un po’ di denaro in pezzi da 20 e 10. Quasi nessun commerciante NewYorkese concepisce la circolazione di biglietti di taglio più alto di 20 dollari, e molti sono disposti a perdere l’affare pur di non cambiarvi un biglietto da 100. Oppure swipate, anche solo per un dollaro. Quando vi troverete alla cassa di un negozio, mostrate la carta di credito al cassiere e lui vi dirà “swipe please”; voi guardate davanti a voi, un po’ in basso, e vedrete un piccolo display. Lateralmente, c’è una fessura per swipare. Dovete fare da voi. Poi, con una penna di plastica firmerete sul display o appoggerete il dito su una casella con scritto “yes”, e l’acquisto sarà concluso. A volte, invece, non sentirete “swipe please”. In quel caso, porgete la vostra carta al cassiere che swiperà gentilmente al vostro posto e molto spesso, per acquisti di poco conto, non vi chiederà né di introdurre il PIN, né di firmare, tanto meno vi rilascerà una ricevuta.

Trasporti: datemi due minuti per una digressione nostalgica, giusto per dire “io c’ero”. Poco più di vent’anni fa a New York la metropolitana si pagava in gettoni (nella foto del lettore di carte, il rettangolo di metallo sopraelevato copre la vecchia feritoia in cui inserite i gettoni). Strano a dirsi, gli americani sono molto attaccati ad alcune tradizioni e ci hanno messo molto più tempo del resto del mondo a convertirsi alle schede magnetiche. Andavi in biglietteria, pagavi e ti davano un sacchetto di gettoni, come all’autoscontro. Infilavi un gettone e si apriva un tornello. Adesso c’è la Metrocard. La Metrocard è una tessera magnetica dall’aspetto “povero”, molto sottile e flessibile, tagliata a un angolo. Averla non costa nulla, non ci sono altre forme di biglietto, vale anche un solo viaggio, poi si può ricaricare (indovinate come? dentro un’apposita macchinetta, in contanti o swipando la carta di credito) o buttarla via per poi prenderne un’altra con l’importo desiderato. Oppure, si può comprare una metrocard settimanale o mensile. State molto attenti alle metrocard: esteriormente sono tutte uguali, non c’è nessuna differenza tra una metrocard con un viaggio da $2.25 e una con abbonamento mensile da $104. Ma non temete, perché ci sono degli appositi lettori dove potete swipare la metrocard per vedere cosa c’è dentro.
Come si usa la metrocard? ovviamente si swipa prima di passare il tornello. Attenzione: i primi tre-quattro giorni di uso di metrocard saranno un po’ pericolosi, perché non memorizzerete subito il verso in cui dovete swipare. Si swipa con la mano destra e l’angolo tagliato rivolto verso di voi, non c’è altro verso. A volte non basta nemmeno rispettare il verso giusto, perché i lettori non sono perfetti. Ciò che vi potrebbe capitare da Neo-New Yorker è di arrivare con passo deciso e sicuro al tornello, swipare con energia e SDENG! Una tornellata sulle gambe. Guardate il display e leggerete “SWIPE AGAIN”. A questo punto, di solito, ci sarà un NewYorker dietro di voi pronto ad aiutarvi. Il mio consiglio è di fare piano all’inizio, swipare e aspettare la scritta “GO”, è un buon riscaldamento verso la NewYorkesità.

Perché un NewYorker, ricordatevelo, non swipa mai due volte.

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Una risposta a Un vero NewYorker non swipa mai due volte

  1. Veronica ha detto:

    Anche a Calcutta perdono un affare pur di non darti il resto!!! Il mondo é davvero piccolo…

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